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Da Pescasseroli a Civitella Alfedena

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7 Agosto 2018 - Di tutta la tappa del primo giorno non vi è traccia né sulle cartine dell'IGM né nelle immagini satellitari, per cui le informazioni a disposizione provengono da fonti alternative e sono molto frammentarie. Il tratturo partiva in località Campomizzo, circa 5 km a nord di Pescasseroli, all'interno di quello che attualmente è il Parco Nazionale di Abruzzo. Il suo tracciato seguiva l'attuale strada statale Marsicana, ovvero la SS83, fino a Pescasseroli. In corrispondenza della città attraversava il fiume Sangro per portarsi alla sua sinistra e lì proseguiva a ridosso dei "Colli Bassi". Il tratto dopo l'attraversamento del fiume è ancora percorribile per un paio di chilometri prima di immettersi nuovamente nella SS83.

Visto che i primi 5 km sono percorribili solo sfruttando la SS83, decido di partire direttamente da Pescasseroli. Dato che l'antica sede del tratturo è occupata dalla strada ho preparato tre diversi percorsi tra i quali scegliere direttamente sul posto. Il primo passa all'interno della vallata ma potrebbe richiedere l'attraversamento di terreni privati anche se dalle immagini satellitari non sembrerebbe. Il secondo sale sui "Colli Bassi" passando attraverso la Valle Cornacchia e la Valle dell'Orso. Il terzo passa sull'altro lato della valle del Sangro, ai piedi dei "Coppi della Madonna".

Giunto a Pescasseroli la cartellonistica dell'ente Parco racconta che la via dei Colli Bassi era usata come alternativa dai pastori quando il percorso a valle si presentava impraticabile... la scelta è fatta, domani si comincia in salita!

Il tratturo come mi piacerebbe fosse

Per quanto riguarda la tappa del primo giorno, la morfologia del terreno non permette molte alternative, per cui il tragitto che ho seguito mi sembra difficilmente migliorabile.

Pescasseroli è una piacevole cittadina turistica, utilizzata come punto di partenza per le escursioni nel parco. Gran viavai di persone, molti zaini e scarponi... tutto sommato un bel posto, anche se personalmente intendo la montagna come un luogo meno affollato. Penso di essere l'unico ad avere in mente una escursione così lunga. Passo il pomeriggio e la sera girovagando per il paese: sono ancora fresco e posso permettermelo, dubito che potrò fare lo stesso nei prossimi giorni, dopo le lunghe camminate.

Il giorno dopo mi alzo con un bel sole e l'emozione che accompagna ogni inizio di un nuovo viaggio. La salita verso i Colli Bassi è su strada asfaltata, ma arrivato in Valle Cornacchia comincia subito un sentiero. La vista della valle è spettacolare. Il sole appena sorto fa brillare l'erba bagnata dalle intense piogge del giorno precedente: i colori sono stupendi. Per contro, in breve tempo sono bagnato fino alle ginocchia. Non importa, c'è il sole per cui in breve mi asciugherò.

Il sentiero è segnato dal CAI, tuttavia le indicazioni lasciano molto a desiderare per cui perdo la strada diverse volte. Alla fine decido di affidarmi alla mia traccia GPS e la scelta si rivela vincente.

Il sentiero termina sulla strada Marsicana che devo percorrere per chilometro fino a Opi, un bel paesino arroccato su una collina, dove trovo un nuovo cartello dell'ente Parco che mi fornisce ulteriori informazioni sul tratturo. A quanto si dice, il tratturo proseguiva lungo l'attuale percorso della strada Marsicana, ma i pastori adottavano anche una deviazione, ancora percorribile, passante per il colle Frassineto e la successiva valle Fondillo. Per evitare la strada scelgo questa alternativa.

La salita verso il colle Frassineto è su una comoda carrareccia pavimentata con pietre e fiancheggiata da muretti a secco. Il suo aspetto deve essere molto simile a quello di un tempo. Arrivati sul colle Frassineto ci si trova immersi in una piacevole faggeta, poi di nuovo giù verso la val Fondillo, lungo la quale corre un antico tratturello secondario. In fondo alla val Fondillo, poco prima di immettersi nuovamente sulla strada statale Marsicana, si incontrano i resti di una necropoli sannitica.

Purtroppo per i successivi 4 chilometri non c'è modo di evitare la SS83. All'inizio l'ampia banchina laterale e il poco traffico rendono piacevole il cammino, ma con il passare del tempo le macchine aumentano e la carreggiata si stringe per cui devo camminare sulla strada: quando finalmente entro nella Riserva Naturalistica della Camosciara tiro un sospiro di sollievo!

Per fortuna il tratturo, nel tratto fino a Civitella Alfedena, passa all'interno del parco. Bisogna scollinare di nuovo su uno dei molteplici sentieri presenti. Il parco è affollato da turisti vocianti: per avere un po' di tranquillità scelgo il sentiero meno battuto.

Un abbeveratoio sul passo segna l'inizio della discesa verso Civitella Alfedena. Il paese è un piccolo gioiello. Ai suoi confini è stato realizzato un parco circoscritto in cui sono tenuti in condizioni di semi-libertà dei lupi: si tratta di animali che, non essendo completamente autosufficienti, sono curati dal personale della riserva.

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 Traccia del giorno

17.7 km, 07:14:22

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