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Epilogo

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E siamo all'epilogo. Niente traccia GPS in questa pagina.

L'ultima giornata è stata particolarmente dura, il caldo e la fatica si sono fatti sentire. Tuttavia ciò che mi ha dissuaso dal proseguire è stato soprattutto il fatto di dover avanzare lentamente in mezzo alla vegetazione fitta, cosa che mi ha privato del tutto del piacere del cammino.

Non tutti i mali vengono per nuocere: l'ultimo giorno è speso a Bagnoli del Trigno, un paese di cui non sapevo neanche l'esistenza e che, invece, è veramente interessante.

Cosa dire dell'esperienza fatta. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare ritengo che ne sia valsa la pena. Come ben saprà chi è abituato a questo genere di esperienze, chi si mette in marcia lo fà soprattutto per le persone che incontrerà e in questo sono stato veramente fortunato. Ho avuto il piacere di conoscere persone interessanti, di scoprire che ancora c'è qualcuno disposto a dare una mano al prossimo, chi ha voglia di parlare e chi di ascoltare,... se non lo avete mai fatto, mettetevi uno zaino in spalla e andate, qualcosa succederà...

Resta il dispiacere per lo stato di abbandono in cui è lasciato il Tratturo, aggravato dal fatto che recentemente sono stati stanziati molti soldi per la sua valorizzazione spesi per una segnaletica tanto costosa quanto inutile: basti pensare al numero di cartelli stradali con la scritta "tratturo" lungo la Strada Provinciale S. Mauro o ai costosi segnali in legno posti lungo il percorso... ma mai in corrispondenza dei bivi. Nessuno ha poi pensato che al termine del lavoro di preparazione del tracciato sarebbe stato necessario fare un minimo di manutenzione, né tantomeno ha ritenuto fosse il caso di creare un sito per fornire indicazioni che invogliassero i futuri camminatori (alloggi, percorsi, informazioni turistiche).

Il bello è che tenere aperto un tratturo è molto più semplice che fare la manutenzione di un sentiero, in quanto i tratti che necessitano di pulizia periodica sono pochi e piuttosto corti: in molti punti per tenerlo aperto basterebbe un trattore che lo percorresse un paio di volte l'anno.

Concludo questo breve diario esprimendo una mia speranza. A distanza di pochi anni da quel cammino ho notato che il numero di informazioni reperibili su internet è aumentato considerevolmente. Presto o tardi le amministrazioni locali si dovrebbero accorgere delle possibilità concesse dalla valorizzazione dei vecchi tratturi: nel resto d'Italia ci si ingegna per creare dei nuovi Cammini, mentre qui ce n'è uno già pronto che potrebbe essere usato come volano per il turismo.

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